Concerto Parco Teatro Romano Gubbio

Alle prime luci di sabato 23 luglio, il Parco del Teatro Romano si trasformerà in un pianeta dalle atmosfere innovative con il nuovo appuntamento dell’ “Estate in Musica”. Un viaggio verso il futuro: Algoritmo e la sua musica elettronica per i nuovi tempi, un’alba all’insegna dell’imprevedibile. Per info e prenotazioni ☎️ +39 377 098 6603 – Viale Teatro Romano, Gubbio, Italy

Pronti!

Pronti per la seconda cottura. Base in argilla bianca già passata al forno a 1050 gradi. Per i segni grafici, utilizzati due soli ossidi colorati: nero e arancio vermiglio. Manca ancora l’immersione nella cristallina lucida (apiombica CLA3)… poi di nuovo forno a 960 gradi.

TimeLand

La suggestione dell’arte contemporanea per provare, ancora una volta, a sondare l’inestricabile rapporto tra uomo e natura. Una relazione fondata sulla dicotomia creazione-distruzione che affonda le sue radici fino agli albori dell’umanità e che ha contribuito a plasmare il paesaggio per come oggi lo conosciamo. È questo l’oggetto della mostra “Timeland, il divenire del paesaggio”, curata da Mara Predicatori, presso la Temporary gallery “Fabrizio Millesi Atelier” in corso Garibaldi 24 a Gubbio che resterà aperta da sabato 4 dicembre 2021 fino a domenica 9 gennaio 2022 (dalle 16 alle 20). Saranno i lavori visuali di Roberto Ghezzi e Antonio Massarutto, con le sperimentazioni sonore di Massimiliano Pambianco, a indurre il pubblico a riflettere e interrogarsi su questo legame antico tra esseri umani e ambiente.

Qui di seguito l’installazione sonora presente alla mostra.

IMPERFEZIONI

Lavorando al tornio gli ultimi vasi e decorandoli, avevo in mente CODICI A BARRE pieni di informazioni (dati). Questi sono asimmetrici e imperfetti, seguendo così l’idea del brillante scienziato Telmo Pievani. Egli descrive l’evoluzione della vita sul nostro pianeta frutto di continui tentativi che producono strutture affascinanti ma IMPERFETTE. Non solo la perfezione non esiste, ma è grazie all’imperfezione che siamo qui! (per dettagli leggete il bellissimo libro di Pievani “Imperfezione – una storia naturale”)

ANCHE EINSTEIN SBAGLIAVA (MOLTO)

Leggendo un bel libro di Carlo Rovelli, ho appreso che Einstein, il più grande scienziato del ‘900, più e più volte ha commesso errori scientifici non trascurabili. Prendeva delle vere e proprie cantonate. Cambiava spesso idea su questioni oggetto dei suoi studi, senza preoccuparsi minimamente di apparire contraddittorio.

Conclude Rovelli: “Per capire il mondo bisogna avere il coraggio di provare idee, non avere paura di sbagliare, continuamente riadattarle, per farle funzionare al meglio.Einstein che sbaglia più di tutti e Einstein che capisce più di chiunque altro la natura, sono aspetti complementari e necessari della stessa profonda intelligenza: l’audacia del pensiero, il coraggio di rischiare, il non fidarsi delle idee ricevute, neanche delle proprie.

Avere il coraggio di sbagliare, avere il coraggio di cambiare idea, non una volta ma ripetutamente, per poter trovare. Per poter arrivare a capire.

L’importante non è aver ragione, è arrivare a capire”.

LISSITZKY

Ok. Di righe ne abbiamo viste tante. Rosse e nere poi. Eppure questi elementi così riconoscibili conservano sempre il loro fascino, fanno tornare alla memoria le straordinarie esperienze delle avanguardie del primo novecento. Periodo ricco di incursioni, sperimentazioni, dove tutte le possibilità del mondo apparivano a portata di mano.

NUOVI ALFABETI 2

Gli autori di film di fantascienza si imbattono, a volte, nella necessità di costruire nuovi linguaggi e nuovi alfabeti per dare maggiore realismo alle creature aliene. Mi viene in mente il linguaggio Klingon della serie Star Trek. E’ un gioco che incuriosisce e aiuta a comprendere. il linguaggio nella specie homo sapiens non è solo comunicazione tra esseri: per dare senso ad ogni aspetto della nostra esperienza, per certi versi alla nostra stessa vita, ci si affida a questi codici. Incredibile!

RIPETIZIONE E CAMBIAMENTO

Da adolescente ho acquistato un libro, che ancora conservo, del musicista Brian Eno dal titolo “Strategie Oblique”. Una delle considerazioni che ricordo distintamente riguardo gli schemi da lui utilizzati per comporre musica è “la ripetizione è una forma di cambiamento”. Per chi ama la musica elettronica l’affermazione non dovrebbe più di tanto sorprendere.

Ho provato ad applicare questo pattern alla mia esperienza di frequentatore dei mondi “ceramici”. Il processo creativo sembrerebbe iniziare a fare la sua comparsa quando hai ripetuto una cosa 10, 100, 1.000 volte. Il cervello evidentemente (qui mi faccio aiutare da alcune letture) funziona così: più ripeti un gesto, più quel gesto diventa familiare e arrivi a possederlo, minore è l’energia che il cervello impiega per compierlo via via ogni volta e maggiore è il livello di creatività che a quel punto puoi esprimere. Quindi, ricapitoliamo. Più una cosa è ripetitiva, più diventa la base per aprire possibilità creative. Interessante? Più replichiamo, più siamo ortodossi nella ripetizione costante e maggiore potrebbe rivelarsi lo scostamento da quella stessa ortodossia.

O no?

NUOVI ALFABETI

Mi rendo conto che il titolo potrebbe apparire un po’ ambizioso. La tentazione era comunque troppa. Un alfabeto nuovo almeno per me.

RODCENKO

Sono stato da sempre affascinato dal “costruttivismo”, declinazione del futurismo. L’uso del colore rosso e nero per rappresentare idee di innovazione proiettate nel futuro. Aleksandr Michajlovič Rodčenko ne fu uno dei più rappresentativi esponenti. Avevo un libro in casa da piccolo su lui e sulla sua compagna Stepanova. Lo sfogliavo sempre con grande interesse. Poi, qualche estate fa, quasi casualmente, entro in un museo della Sardegna e, sorpresa, mi gusto una bellissima mostra a lui dedicata. Il vaso non è certo ispirato da quel movimento, se non per la presenza del rosso e del nero.